mercoledì 18 gennaio 2017

NAVIGATORE

Ormai senza navigatore non guido quasi mai.
Anche se conosco la strada, lo imposto ugualmente.
Mi è utile per segnalarmi i limiti di velocità.
In autunno e inverno in caso di nebbia forte , è una mano santa, perché pur se conosci la strada , se non riesci a distinguerla , ti troveresti in tutt’altra parte, cadendo in più in uno stato di panico che, non aiuta.
L’altra sera dovevamo andare, insieme ai miei figli,  a teatro in città, in una zona in pieno centro che non sapevo come raggiungere.
Ma lui , in cui ripongo il mio totale affidamento , mi ci ha  portato fino davanti all’ingresso.
Zero problemi , zero preoccupazioni.
Ormai neanche più controllo, dove dice di andare io ci vado.
L’unico sforzo che devo fare è impostare la destinazione.
E’ quello che ho fatto ieri.
Dovevo andare a ritirare una merce che lo spedizioniere non consegnava.
Per cui per disperazione ci sono andata io, assurdo.
Gli uffici erano in un luogo a me sconosciuto, ma per fortuna ho il navigatore.
Mi sono messa in macchina e ho seguito le sue indicazioni.
Ma anziché portarmi in una zona industriale dal paesaggio depresso, dove pensavo che fosse l’ufficio, più andavo e più c’era vita.
Vedevo parchi , bambini che giocavano , strade piene di negozi.
Sembrava di essere in centro città.
La cosa attenua il fastidio di questo mio viaggio che non avrei dovuto fare.
Ma più vado avanti e più queste zone mi sono familiari.
Ero in centro città.
Era la stessa zona dove sono andata a teatro l’altra sera.
C’è qualcosa che inizia a pormi dei dubbi.
Arriviamo davanti al teatro e mi informa di essere a destinazione.
Cavolo , ho impostato la strada dell’altra sera anziché quella dello spedizioniere.
Io mi fido ciecamente di questi strumenti tecnologici, ma oggi ho capito che non posso dire la stessa cosa per me.

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