martedì 24 gennaio 2017
MESSA IN SCENA DI UN FALLIMENTO
Io sono un amante del cinema.
Amo molto i film realisti o neorealisti, non so come definirli.
Quelli che mettono in scena il dramma umano.
Dramma che nessuno sa dell’esistenza o peggio , ne si conosce l’esistenza facendo finta di non vederla o la si vede e ci si gira dall’altra parte.
Esperto di queste situazioni, ho voluto anch’io inscenare un dramma come in quei film.
Naturalmente parlando di cose reali e a me vicine.
Ho eseguito la messa in scena di un fallimento.
Il mio.
Non che lo abbia fatto di proposito.
Non occorreva, mi è bastato essere me stesso.
Sono stato così reale ed efficace che chi lo ha vissuto da spettatore e co-protagonista , non ha potuto che rimanere sconcertato.
Il dramma di una persona mediocre, reso ancor più mediocre dalla vita o non vita che lo circonda.
Come un uccello che vorrebbe imparare a volare , conscio dei suoi limiti ma, pieno di volontà per imparare.
Ma a quell’uccello, il mondo glielo impedisce, creandogli ostacoli, indifferenza, calpestandogli le ali, più d quanto non le abbia di suo.
Come in quei film, è stato come avere un pugno nello stomaco.
E quando quel pugno te lo causi da solo, fa ancora più male.
Da questi fallimenti non c’è via di uscita, bisogna solo prenderne atto.
Sola una cosa può dargli un pò di dignità.
Anziché farsi ammazzare e rimanere ucciso da quel fallimento, occorre suicidarsi da quel fallimento.
Lasciandosi morire
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