Il progresso fa passi da gigante.
Tanto da supplire a mansioni che prima venivano eseguite manualmente.
Nessuno ha mai pensato, neanche lontanamente che ciò potesse accadere.
Spesso capita che questi oggetti siano oggetto di diffidenza.
Si ha paura di usarli o paura di essere da loro sostituiti.
Più che una forma di nuovo benessere, sono fonte di ansia e smarrimento.
Più che essere un modo per avere più tempo libero per meglio gestire l’altro da fare, sembrano un mezzo per metterci da parte.
Non ci avevo mai pensato, finché non ho letto un libro in cui si narra la vita di una donna, dalla sua gioventù fino alla vecchiaia.
Una donna che aveva sempre vissuto in un mondo in cui la maggior parte delle incombenze dovevano da lei essere gestite, creandogli orgoglio nel farle.
Di improvviso per colpa del progresso, la sua utilità veniva meno e l’orgoglio si tramutava in frustrazione e depressione.
La sua utilità diventava inutilità, causa queste macchine di nuova invenzione.
Leggendo quelle pagine, ho capito benissimo quale fosse l’animo di quella donna e come si sentisse soppiantata anziché beneficiata dal progresso.
Anche a me è capitata la stessa cosa, quando una sera, tornando a casa, la mia compagna mi ha fatto vedere, tutta contenta, il suo nuovissimo acquisto.
Un vibratore.
mercoledì 30 gennaio 2019
PROGRESSO
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