L'estate della mia infanzia era caratterizzata dall'open day.
Tutto era aperto .
Finestre , balconi , porte di casa.
Si entrava liberamente da una casa all'altra .
Dove c'era il fresco li si andava .
Le finestre aperte era un aprirsi al mondo .
Non c'era bisogno di prendere appuntamento con i tuoi amici per giocare insieme.
Bastava sentirne la voce e si scendeva , mamma permettendo nel mio caso .
Le finestre aperte ti permettevano di affacciarsi in casa d'altri e fare quattro chiacchiere con chi stava di fronte o stendere i panni da asciugare con il filo in comune .
Ti accorgevi della giornata che iniziava .
Con il rumore degli artigiani che lavoravano sotto casa .
Che inizialmente era cortese e rispettoso fino a trasformarsi in quello di vero lavoro che, voleva dire che era ora di alzarsi .
Con le finestre aperte sapevi cosa cucinavano i vicini che si mischiava a quello di tua mamma .
Sapevi che arrivava il postino ed altro.
Ora tutto è cambiato , ognuno sta chiuso dietro le sue finestre.
Sta chiuso al mondo.
Mondo che è diventato molesto e fastidioso .
E qui al nord , dove ora io abito e vivo, le finestre chiuse sono una necessità sociale .
A stento si ci saluta incontrandosi per le scale .
E in estate dove avere le finestre chiuse è impossibile , per continuare ad averle hanno inventato un qualcosa che ti vendono come piacevole , in realtà è una forma di auto carcerazione .
L'aria condizionata .
E pensare che quando io ero piccolo per vivere questo lusso andavamo a fare un giro da upim e, ci bastava per tutta la giornata .
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