mercoledì 29 luglio 2015

IL FIGLIO DI SARTA

Mia madre oltre a fare il mestiere di mamma era anche sarta.
Come altre due sue sorelle.
Una , sarta di alta moda per la nobiltà napoletana e una pellicciaia, di quelle che rimettono in vita una pelliccia. 
Non c'è più nessuna di loro, ne hanno lasciato ricchezze. 
Hanno fatto questo mestiere in epoca sbagliata. 
Io sono vissuto in questi ambienti. 
Ho imparato la cura per le cose , nel crearne di nuove belle, nel dare nuova vita a chi sembrava non averne più. 
Mi sarebbe piaciuto fare il sarto.
Ma tra le tante cose che ho fatto o faccio mi manca. 
Ma quella passione, quella cura per le cose mi è rimasta dentro. 
Stamane grazie a mia madre e alle mie zie, ai loro insegnamenti, sono riuscito a ricucire ciò che avevo strappato. 
Si , senza averne nessuna intenzione, ma poco conta, conta il danno, ho ferito e strappato il cuore di una donna a cui voglio bene. 
Sono andato a dormire con il solo desiderio di darle il buongiorno stamattina e invece ho appreso che il suo cuore era stato da me strappato e perdeva sangue. 
Ho cercato di capire il perché, forte dell'involontarietà del gesto.
Per fortuna , il cuore ferito ha ascoltato le mie parole. 
E piano piano, ho medicato quella fetita da me procurata. 
Possibile solo perché chi è stata ferita me lo ha concesso. 
Avendo capito la mia buona fede.
Alla fine ci siamo riusciti. 
Si perché queste cose non puoi farle da solo, occorre essere in due. 
Come lo Shiatsu. 
Ma come mia madre mi ha sempre insegnato. 
Queste cose sono possibili solo se il tessuto è di buona qualità. 
È il tessuto di quel cuore lo è. 
È un cuore Russo.

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