Nello Shiatsu che io pratico è fondamentale.
È ciò che devi individuare e operarci per colmarlo , portando sostegno e donandogli equilibrio.
Trovarlo è appagante.
Sai di aver trovato qualcosa che necessita di rimedio e che tu puoi darlo.
O almeno darai tutto te stesso per riuscirci.
Perché quando trovi un KYO, diventa anche il tuo KYO.
Non riesci a restare indifferente o distaccato.
Perché quando lo trovi, tra chi lo possiede e tu che lo individui, si crea un tutt'uno, una inseparabilità.
Ma quando trovi il tuo KYO vivendo la tua vita, non è così.
Si come direbbe Ligabue "la vita non è uno Shiatsu".
Quando lo percepisci e ne prendi coscienza da solo, è differente.
Non è invidia per qualcosa o qualcuno che ha più di te .
È la consapevolezza del tuo vuoto.
Il vuoto che ti sei creato .
Il vuoto che ti hanno creato .
Il vuoto che ti stanno facendo intorno.
Per questo vuoto non esiste rimedio se non l'accettazione.
Devi farne bagaglio e viaggiare con lui.
Un nulla che si fa peso.
Un peso intangibile ma difficile da gestire e da sopportare.
Un nulla che quotidianamente aumenta e che il tuo cervello autoalimenta.
In questi casi occorre spegnere tutto.
Bloccare ogni espansione .
Dar freno a tutto.
Fermarsi e aspettare che come sia arrivato se ne vada.
Altrimenti il vuoto ti farà suo.
E come un vortice ti porterà via e scomparirai.
Senza fare più ritorno.
Ammesso che io sia ancora qua.
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