domenica 27 maggio 2018

ILLUMINAZIONE

Virginia, da un pò di tempo inizia ad averi dubbi sulle sue domeniche mattina. Virginia si alza sempre tardi, tardi rispetto al suo solito. Eppure Virginia non era così. La domenica mattina si svegliava presto per godersi a pieno l’energia mattutina per fare attività fisica. Corsa , bici, nuoto o altro, non le pesava anzi la ricaricavano. E’ pur vero che a quei tempi, forse quelle alzate di domenica mattina presto erano anche una occasione per stare da sola con i suoi pensieri, vivere un attimo di libertà dal normale quotidiano. Ora per Virginia questa esigenza non c’è più, è tornata a vivere da sola. Inizialmente credeva che fosse questa situazione che la tenesse di più a letto. Non dover dar conto a nessuno, né dover staccarsi da qualcosa per stare nei suoi silenzi. Ma non era questo, considerato che di silenzi ne vive anche troppi. Allora credeva che fosse una compensazione alle sveglie fin troppo mattutine durante la settimana per recarsi a lavoro. Dentro di se sapeva che la risposta era un’altra anche se non riusciva a darsela, pur avendola. Poi nella giornata di ieri gli è accaduto un imprevisto. Imprevisto che l’ha costretta a prendere atto del Nulla. Quel Nulla che in passato credeva di compensare con delle attività che, però al breve scadere al Nulla la riportavano. Ieri Virginia ha voluto far tesoro del Nulla in cui si trovava. Lo ha fatto suo, lo ha accettato. Come si deve accettare ogni realtà che viviamo. Senza rifuggire in altro, evitandolo o prendendoci in giro dicendoci che non è vero. Virginia ieri ha affrontato quel Nulla, senza averne paura e gli ha porto la mano, come per accarezzarlo. Come si fa con un gatto selvatico, che incontri per strada, che all’inizio ti spaventa ma poi capisci che è più spaventato di te. Ieri è andata in giro con quel Nulla, fin tutta sera, senza badare a nessun commento altrui. Stamattina al risveglio, come ogni domenica mattina, ha ritardato ad alzarsi. Ma mentre lo faceva è accaduto quello che non riusciva ad accadere. Complice, forse, la luce che filtrava dai pochi fori rimasti aperti dalle tapparelle. Grazie a quella luce, Virginia ha avuto l’illuminazione che da tempo ricercava. Ha capito che il suo ritardare ad alzarsi era ben motivato e generatosi in tutto questo tempo. Il ritardare era ed è dovuto alla mancanza di motivazioni che, ti fanno credere sia meglio continuare a sognare piuttosto che vivere gli incubi della vita da sveglia.

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