domenica 30 settembre 2018

UNA NOTTE AL MUSEO

Ero convinto che fosse un evento dedicato ai bambini, traendo spunto dall’omonimo film. Invece, recandomi il giorno prima in biblioteca, ho scoperto che in realtà era un evento rivolto ad adulti, un concerto Folk Blues. Mi sono fatto conquistare dall’idea, quella di narrare in musica, storie che parlavano di un modo di essere americano e di una certa America, in luogo in cui sono gli oggetti in esso contenuti a parlarti della storia. Un bellissimo abbinamento. Mi sono organizzato e sono riuscito ad esserci. Avere questi eventi in un luogo in cui la vita serale offre poco o nulla, se non la natura da ammirare e godere, sono occasioni di intrattenimento che ti permettono di evadere dal normale quotidiano e stare insieme, anche se fuori dalla porta, pur conoscendosi si rimane divisi, ognuno per conto suo. L’evento ha riscosso molto successo, molte persone hanno deciso di esserci, altre si sono affacciate curiosamente, dubbiose, per capire cosa fosse, per poi farsi rapire. Il pubblico era formato più che altro da persone non più giovani. Diversamente, in contrapposizione, il musicista era giovanissimo. La musica ha iniziata a fluire, animando l’intero pubblico. Quella musica ha risvegliato in tutti noi, qualcosa di sopito o di nascosto. Tutti ci siamo lasciati andare, facendoci coinvolgere e partecipare attivamente all’evento. Chi battendo le mani, chi i piedi, chi entrambi e chi mentre faceva questo volgeva il pensiero verso qualcosa di passato e di bello. La musica ci ha cullato tutti in modo energico, un vero Rocking musicale. Dopo poco più di un’ora il tutto è terminato. Personalmente sono rimasto stupito, avendo l’evento la parola Notte e non Serata. Ma poi ho capito. Riosservando con la memoria quanto accaduto, quel suonare ha avuto lo stesso effetto di un trattamento Shiatsu, un dialogo con il nostro intimo che finalmente si è sentito ascoltato e partecipe, come da tempo non capitava. In effetti un trattamento Shiatsu non può durare a lungo, il tutto deve completarsi in un’ora, proprio come il concerto ha fatto. Pensavo di propormi e sottoporre in valutazione agli organizzatori un evento che portasse lo Shiatsu al Museo, ma quel bravissimo ragazzo, com maestria, lo ha saputo fare prima di me ed in maniera eccelsa. Toccando con le sue mani non il nostro corpo, ma le corde delle sue chitarre e le corde delle anime nostre tutte.

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