Da tempo si incontravano, incrociandosi, camminando, nel punto di comune passaggio, per poi prendere opposte direzioni.
Ognuno per nulla indifferente all’altro ma, proseguendo ciascun per la sua strada.
Come se qualche parete invisibile li tenesse separati e impossibilitati ad entrare in contatto tra loro.
Oggi si sono incontrati in egual modo, ma in luogo diverso dal solito incrocio di sguardi.
Oggi però erano liberi, quella parete che in precedenza li divideva o gli impossibilitava comunicare tra loro, non esisteva.
Svanita e dissolta, come la nebbia al presentarsi del sole.
Si sono salutati, come mai hanno fatto, o hanno avuto il coraggio di fare, in tutti i loro incontri passati.
Salutandosi come chi piacevolmente incontra una persona conosciuta.
Sono stati pronti a cogliere l’occasione che la vita gli concedeva.
Hanno parlato tra loro, come se lo facessero da tempo, da chissà quanto.
Si è creata in tempo immediato, quell’intimità di racconto che solo tra persone che, da tempo si conoscono, può crearsi.
Tutto questo senza mai parlarsi prima.
Senza sapere come si chiamassero l’un l’altro.
Ora lo sanno, si sono comunicati anche questo, come a sancire il definire abbattimento di quella parete.
Oggi che quella parete non c’era, tutto gli è stato permesso.
Strana la vita.
A volte per riuscire ad entrare in contatto con chi non riesci, basta trovarsi su altra strada o differente luogo.
Perché i bassi istinti non li puoi governare, quando sono liberi di agire, agiscono.
martedì 2 ottobre 2018
PARETE
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