Nella mia vita sono stato lasciato da molte donne.
Soprattutto nell’ultimo periodo e quasi sempre per motivi simili.
Come a significare di una lezione non appresa, anche se è più facile essere portati a dire di essere stato sfortunato.
Non è così, o non è solo così.
Queste esperienze mi hanno forgiato, insegnandomi a capire e percepire i segni e i comportamenti che portano al successivo abbandono.
Questa volta però non ho aspettato di essere lasciato.
Questa volta ho preso in mano la situazione, affrontandola.
Anche perché la donna pronta all’abbandono è per me molto importante.
In questi casi, quando sai che non c’è più rimedio, puoi solo fare una cosa, evitare che finisca male.
Così è stato.
Ripercorrendo le delusioni e gli errori passati, ho agito di anticipo.
Ho parlato con la persona amata e gli ho fatto capire che avevo capito.
Dicendo tutto quello che, procrastinando la situazione, sarebbe stato detto in ben altro modo e con differente sofferenza.
E’ stato molto strano.
Come se parlassi oltre che a lei, a tutte le donne passate.
Dichiarando la resa e accettando la realtà.
Questo ha permesso alla mia donna di essere più leggera, per non portarsi più quel peso indosso e ha permesso a me di mitigare la rabbia che, diversamente avrebbe travolto tutto.
La resa di un padre separato di fronte ad una figlia quasi maggiorenne.
Una scelta obbligata, per permettergli di volare verso la sua vita scelta, in piena libertà.
Da ieri non sono più solo un uomo separato, ma un uomo solo.
Un uomo solo da tempo, che lottava per non essere tale.
Non per egoismo, ma perché ritenevo doveroso fare così, secondo la mia visione genitoriale, limitata ai minimi termini, per il frutto di una separazione non rispettosa delle regole concordate.
Ma per il bene dei figli occorre fare anche questo.
Mettersi in disparte, anche se il prezzo da pagare è quello di rimanere solo con se stessi.
Più che un uomo solo però potrei definirmi in una nuova forma di padre, un padre a distanza, un padre SKYPE.
lunedì 8 ottobre 2018
UOMO SOLO
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