Ti considero un bel tipo.
Sei una donna molto affascinante.
Il sorriso sul tuo volto non manca mai.
Come segno di accoglienza di rapporto o anche come stregua di un trucco usato per coprire ciò che non si vuol mostrare con chi non si è ancora in intimità.
Tra di noi si è stabilita una bella sintonia.
Quando ci incontriamo, non siamo quasi mai frettolosi, abbiamo sempre il piacere di fermarci e fare due chiacchiere.
Mi piacerebbe molto invitarti ad uscire insieme.
Così, per conoscersi meglio e parlare con più tranquillità.
Ma dopo quello che mi hai detto ieri sera, incontrandoci, come posso avanzarti questa richiesta ?
Cosa ho io da offrirti rispetto a quello che tu fai per dare conforto al tuo animo ?
Mi hai detto che sei stata con una amica ad un ristorante iraniano e, non fai mistero del tuo piacere nel fumare, bere alcool e altri interessi che io non coltivo.
Io come sai, non fumo, ne bevo alcool.
Io potrei invitarti ad un caffè, con te che bevi ciò che comunemente consumi ed io una squallida tazza di caffè.
Ti potrei invitare in una pizzeria, in una luppoleria, azzardando, ma ognuna di queste non mi sembrano scelte che ti confanno.
Inoltre il mio vissuto, la mia situazione economica, il mio diverso modo di vivere formatosi in tutti questi anni di vita, mi renderebbe difficile fare tutto questo.
Cerca di capirmi, è già difficile operare un po' di cambiamento per meglio vivere nel mondo ma, così mi sarebbe impossibile.
Mi conosco, conosco i mie limiti insuperabili, anche se nella vita ho avuto modo di imparare, a volte, che i limiti che ritenevo insuperabili, non lo erano affatto.
Certo scrivo poesie, ho parecchi interessi, so cucinare, so dare conforto all’anima e al corpo nel modo in cui mi hanno insegnato e appreso.
Ma potrà bastarti questo ?
Ma no, forse è meglio non chiederle niente e poi, forse mi direbbe anche no.
Lasciamo perdere che è meglio.
Finiamo di vederci il film su Netflix, va.
giovedì 11 ottobre 2018
CONSAPEVOLEZZA
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