domenica 10 marzo 2019

L’ASSENZA

Come ogni Venerdì pomeriggio vado al Bar per vedere lei. Stare insieme a lei mi da tranquillità. Lei ha la capacità di darmi benessere, di farmi stare bene, di farmi sentire meno estraneo. Con lei si impara sempre qualcosa di nuovo. Dal linguaggio potrebbe sembrare un parlare semplice, invece se presti attenzione trovi la profondità in quelle cose. Certo non sono manifeste, ma quando si impara a conoscersi le scopri, anzi segui il filo del discorso per il piacere di scoprirle. Una bellissima sensazione. Questo Venerdì scorso, complice lo sciopero dei treni, sono riuscito a tornare a casa prima del previsto. Inoltre non sapendo a che ora potessi arrivare, il giorno prima mi sono anticipato nelle cose da fare. Pertanto mi sono trovato libero in anticipo, per cui mi sono diretto subito al Bar. In modo da stare più tempo con lei. Per di più in un orario in cui c’è meno gente e quindi pochi ci avrebbero disturbato. Ma entrando mi prende lo sgomento. Lei non c’è, non capisco, eppure è Venerdì, dovrebbe essere qui. La cerco, ma nulla, di lei nessuna traccia. Tutto quel piacere pregustato, d’improvviso si è trasformato in rabbia e delusione. Non sapevo più cosa fare. Forse qualcuno lo avrà anche capito. Del resto i piccoli istinti non si possono nascondere e, la delusione sul mio viso era più che manifesta. Chissà dov’era. Non ho potuto fare altro che sedermi, stancamente e deluso, ordinare il caffè e per ingannare il tempo ho preso il libro che avevo nello zaino, ma non era la stessa cosa. Come è dura la vita, senza la rivista del Venerdì.

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