lunedì 13 giugno 2016

CARRAMBA

Oggi ci sono stati i funerali del mio papà.
Fuori dalla chiesa man mano veniva gente per dargli l'ultimo saluto.
Avevo difficoltà a riconoscerli.
Non sapevo se fosse colpa del tempo trascorso oppure semplicemente erano persone che non conoscevo per niente.
Una sensazione strana che, solo vivendo da più di vent'anni in tutt'altro posto, puoi avere.
Per fortuna sono stati loro a ricordarsi di me.
Forse non sono cambiato o perché, insieme a mia figlia eravamo gli unici non napoletani di aspetto.
C'erano tutti.
C'era il mio amico di infanzia Marco, il cui rivederlo mi ha commosso e fatto piangere.
C'era mia zia Rita, la Nigella Lawson di famiglia, una persona che ha precorso i tempi in ambito gastronomico, facendo cose strabilianti, per cui oggi gli farebbero condurre tranquillamente un programma di scuola di cucina.
C'era mia cugina MariaRosaria che non vedevo da più di vent'anni.
C'era la mia prima fidanzata Eva, nonché la prima donna che ho invitato fuori a cena, portandola a mangiare il pollo in una famosa gastronomia nel centro di Napoli.
Avevamo 7 anni , e mangiammo davanti agli occhi strabilianti del cameriere e digerimmo dietro gli occhi furenti di mia madre che mi rincorreva per picchiarmi per i soldi spesi.
C'erano parenti che pur non vedendoli da anni, conservavano ancora le sembianze di quando erano ragazzi.
Il funerale si è trasformato in un "CARRAMBA che sorpresa!!!".
C'erano tutti, ma proprio tutti.
Mancava solo una persona.
Mancava solo lei.
Raffaella Carrà.

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