lunedì 20 giugno 2016

LA META

Sabato sera abbiamo finito di cenare all'ora in cui di solito si inizia a cenare .
Essendo ospiti di un monastero e dovendone rispettarne le regole, tutti pensavamo che poco dopo si dovesse andare a letto.
Visto che la mattina dopo alle 6:30, come ogni giorno, c'era la meditazione.
Sorprendentemente, invece ci comunicano che finito di rigovernare il refettorio, ci ritrovavamo tutti per andare al bar del paese.
Paese che osservato per arrivare al monastero,non sembrava avesse un bar da offrire.
Ma la notizia ricevuta , di essere messi in libertà di andare in giro , tutti insieme, rispetto alla temuta dormita al calar del sole ci ha riempito di gioia.
La gioia che ti arriva solo dalle cose che non ti aspetti.
Chi non era , come me, avvezzo del posto , non sapeva quanto tempo occorresse per arrivare.
La distanza era tanta e in più in strade collinari.
Ma anziché essere una fatica , questa passeggiata è stata un riscoprire i valori di una volta, quelli di una sana vita.
La vita comune , l'opportunità di conoscersi meglio grazie alla distanza da percorrere.
L'opportunità di vedere spettacoli naturali che in macchina faresti fatica ad apprendere ed apprezzare.
Le strade erano illuminate dalla natura.
All'andata dal tramonto.
Al ritorno dalle lucciole che ci facevano strada.
Ma la cosa più bella , è stata la soddisfazione di raggiungere una meta.
Meta che significava riposo.
Significava bersi un caffè o un liquore prodotto dalla zona .
Meta che era punto per ritrovarsi tutti insieme seduti in cerchio come una grande famiglia.
Capire che la felicità costa davvero poco.
Ma da cui rifuggiamo per rincorrere cose futili e vuote.
Per stare da soli, in piccoli gruppi anziché in socialità.
Il seminario è stato fantastico, ma fare un bagno di vita in un mondo di regole di vita condivisa lo ha reso ancora di più.

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