lunedì 13 giugno 2016

LA DOLCE SOSTA

Arrivati a Napoli, la prima cosa che ho fatto dopo aver sistemato i bagagli a casa, è stato di andare alla casa di cura dove mio padre è morto.
Non la conoscevo, né mi avevano dato il nome ma, solo l'indirizzo.
Lì per lì non ci ho pensato.
Di sicuro ci sarà stata una insegna della struttura e sicuramente la struttura si sarebbe presentata da se.
Arrivo all'indirizzo indicatomi credo o di essermi sbagliato o di aver subito uno scherzo.
Mi trovavo in un condominio, un normale condominio con giardino.
Scarto l'ipotesi scherzo, vista la situazione e ricontrollato l'indirizzo.
Non mi resta che guardare i citofoni e sperare mi diano una indicazione.
Leggo ma, niente.
Poi rileggo e vedo che mi era sfuggito un nominativo, "la dolce sosta ".
Mi sa più un B&B ma citofono.
Do il mio nome e mi dicono di salire.
Vinco lo stupore e vado avanti.
Salgo ma, continua ad essere un normale condominio finché non individuo la porta.
Mi aprono.
Ed entro in una casa immensa, piena di stanze.
Forse più appartamenti messi insieme.
In ogni stanza ci sono delle stanzette, dove però anziché i bambini ci sono gli anziani.
L'arredamento è lo stesso dei bambini però.
Letti con le sponde Chicco o Prenatal, per non cadere giù.
Proprio quando mia figlia era piccola.
Li trovo il mio papà.
Con la faccia di chi finalmente ha trovato il modo per riposarsi, stanco fin troppo di soffrire.
Non apro bocca, la circostanza me lo impedisce e la mia latitanza legata alla distanza geografica non me ne dà diritto.
E io che pensando che fosse una struttura ospedaliera mi ero anche informato per verificare se era in convenzione con la mia azienda, per ricevere uno agevolazione sulla retta, ma non sapendo il nome non ho potuto.
Invece ho avuto modo di prendere atto di un'altra invenzione napoletana che va ben oltre all'impensabile.
Cose da film.
Anziché homelidays, anziché airbnb, anziché i B&B, si sono inventati i D&B.
I Death and Breskfast.
Accompagnando fino alla fine del tragitto le persone di cui nessuno si prende più cura in termini ospedalieri.
Evitando di stravolgere arredamenti domestici, loro hanno pensato ad offrire questo servizio.
Non mi sento di condannarli o altro.
Struttura ospedaliera o meno, quando arriva lei, non guarda in faccia a nessuno.
Chissà forse il mio papà avrà creduto di essere a casa sua o ospite in casa di amici.
A questo punto ha potuto abbandonare le difese e si è concesso al riposo eterno.

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