venerdì 23 ottobre 2015

IL DAVANZALE

Ne parla la protagonista del libro che sto leggendo.
Immediatamente il cervello mi ha inviato un segnale.
Mi ha fatto ricordare che questa cosa nella mia vita non esiste più ed è una mancanza di cui non mi sono accorto fino ad oggi.
Dove abito ora io , il davanzale non c’è ma, anche se ci fosse non avrebbe la stessa funzione, in quanto abito in un paese.
Se abitassi in città sarebbe diverso.
Sarebbe un posto dove appoggiarmi , trovare sostegno.
Sarebbe un posto che mi permetterebbe di pensare.
Sarebbe un  posto per guardare l’infinito, osservando il cielo oltre i palazzi.
Sarebbe un posto di sera per osservar le stelle.
Sarebbe un posto per immaginare quello che vorresti essere o avere , per capire chi sei, per analizzare chi sei stato.
Cose che solo l’infinito ti può dare.
L’unico davanzale che ho è nella stanza da bagno.
Ma anche se l’avessi in altre stanze , non vedrei altro che mura.
Luoghi impenetrabili.
Luoghi impossibili per fantasticare o far sogni.
Luoghi che ti immobilizzano nella realtà in cui sei e oltre non ti lasciano andare.

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