Ne parla la protagonista del libro che sto leggendo.
Immediatamente il cervello mi ha inviato un segnale.
Mi ha fatto ricordare che questa cosa nella mia vita non esiste più ed è una mancanza di cui non mi sono accorto fino ad oggi.
Dove abito ora io , il davanzale non c’è ma, anche se ci fosse non avrebbe la stessa funzione, in quanto abito in un paese.
Se abitassi in città sarebbe diverso.
Sarebbe un posto dove appoggiarmi , trovare sostegno.
Sarebbe un posto che mi permetterebbe di pensare.
Sarebbe un posto per guardare l’infinito, osservando il cielo oltre i palazzi.
Sarebbe un posto di sera per osservar le stelle.
Sarebbe un posto per immaginare quello che vorresti essere o avere , per capire chi sei, per analizzare chi sei stato.
Cose che solo l’infinito ti può dare.
L’unico davanzale che ho è nella stanza da bagno.
Ma anche se l’avessi in altre stanze , non vedrei altro che mura.
Luoghi impenetrabili.
Luoghi impossibili per fantasticare o far sogni.
Luoghi che ti immobilizzano nella realtà in cui sei e oltre non ti lasciano andare.
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