martedì 20 ottobre 2015

MILANOFIORI

In questi giorni sono qui per seguire un corso.
Il tutto è molto diverso dal mio quotidiano.
Devo scendere ad un'altra fermata di treno.
Devo prendere la metro di altro colore.
Devo fare un viaggio molto più lungo.
Ma noto che dì diverso ci sono anche altre cose.
Sono diversi i viaggiatori.
Sono diversi i loro umori.
Sono diversi i loro abiti, più pratici ed essenziali.
Arrivato è diversa l'uscita della metro.
È diverso il paesaggio che ti trovi di fronte.
Solo parcheggi e palazzi grigi senza anima.
Ci sono bar ma sono diversi da quelli di città, non puoi fare chiacchiere, consumare e via.
Tutto votato all'essenzialità.
All'efficienza obbligata .
Lo capisco voltandomi ad osservare i lavoratori che come me devono raggiungere l'ufficio.
Io da corsista mi prendo la libertà di fare il percorso che più mi va, come nella mia vita.
Loro invece, tutti in fila e in ordine.
Come un gruppo di turisti in visita a qualcosa.
Ma tutti senza sorriso.
Attraversare questo luogo di tristezza.
Non ho mai capito perché si chiami MILANOFIORI.
Ora l'ho  compreso, i fiori , in ambiente triste, si portano al cimitero.
E si questo posto è il cimitero di Milano.
E il nome non è un caso è voluto.
Del resto siamo in Lombardia mica in Liguria. 

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