È primo pomeriggio.
Ho da poco finita la pausa pranzo .
In ufficio sono da solo .
Da stamane il cielo si sta scurendo.
Di un colore strano.
Dì improvviso inizia a piovere.
Una pioggia fitta.
Ma più che una pioggia sembra un pianto.
Un pianto a dirotto che, arriva dalla palazzina dell'altra sede.
Non è straziante, né disperato.
È piuttosto un pianto di gratitudine.
Di chi ha vissuto , di chi ha assaporato e respirato un sapore e un profumo intenso.
Un pianto di chi deve lasciare andare chi deve e non può rimanere.
Mentre faccio questo pensiero, di improvviso l'atmosfera cambia.
La pioggia si trasforma in luce , in luminosità.
Il sole prende spazio nel cielo.
Sgombra tutte le nubi.
Una sensazione bella.
Le mura della palazzina dove è il mio ufficio sembrano manifestare una gioia intensa.
Un fenomeno atmosferico raro a vedersi.
Chissà che combinazione atmosferica lo ha generato.
Che sciocco, oggi è il suo giorno.
Arriva lei.
Viene a insediarsi nella sua nuova postazione di lavoro.
La donna che trasforma le mura del pianto, per la sua partenza, nelle mura della gioia per il suo arrivo.
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