giovedì 15 ottobre 2015

ROSE

Rose, è il nome della persona del servizio clienti del servizio streaming musicale a cui sono abbonato, con cui ascolto musica dallo smartphone.
Ad ogni mia richiesta , anzi lamentela , mi risponde sempre lei.
E sempre con una gentilezza e una dolcezza disarmante.
Il tutto mi stupisce, essendo il servizio di diffusione mondiale.
Avere una consulente dedicata e per sua sfortuna avere a che fare con me.
L’altro ieri ho scritto al servizio clienti di cui sopra per segnalare un problema ulteriore.
Questa volta non da smartphone ma da computer.
Con mia grande meraviglia , stamane non solo mi arriva la risposta ma, a scriverla e sempre lei , Rose.
Inizio ad avere dei dubbi.
Mi chiedo se in quell’ufficio si chiamino tutti Rose, o se è l’unica impiegata del servizio clienti di quella società.
Ma leggendo un articolo su un giornale ho capito tutto.
Rose , non esiste.
E’ una modalità , illusoria, con cui l’azienda si fidelizza con il cliente.
Facendo credere che ci sia una persona dedicata per lui , il cliente che come me si lamenta, si arrabbierà di meno, perché crede che ci sia una persona dedicata a lui e, che sta facendo di tutto per risolvere i suoi problemi.
Problemi che non saranno mai risolti , o risolti con un tempo più lungo.
Ma ormai tu sei entrato in empatia con Rose.
Non puoi arrabbiarti con lei.
Lei è li per te , fa quello che può fare, risponde sempre.
Arrabbiarsi con lei è ingratitudine.
Povera Rose.
Che geni che sono queste persone.
E io da stupido romanticone illuso, me ne stavo già innamorando e chiederle di incontrarci.
Altro che povera Rose.
Povero Giuseppe, anzi povero pirla come dicono da queste parti.    

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