Sono concetti simili ma differenti.
Ho avuto modo di ragionarci su ieri sera vedendo una fiction.
Il protagonista parlava della differenza sostanziale tra i due termini.
Per far meglio comprendere la differenza prende ad esempio due cantanti.
Stevie Wonder e Ray Charles.
Entrambi non vedenti.
Il primo dalla nascita , per cui rientra tra i casi di assenza.
Il secondo durante la vita, per cui rientra tra i casi di perdita.
Entrambi sono dolorosi.
Ma la perdita lo è di più, perché sei cosciente di cosa avevi e che non avrai più.
Per l’assenza c’è la rassegnazione, per la perdita la disperazione che forse si tramuterà in rassegnazione dopo aver elaborato la perdita.
Ovviamente mi sono sentito parte in causa .
Io che sono sempre cool , non mi limito ad essere incluso in uno dei concetti o nessuno di essi.
No io ci sto dentro in entrambi.
Assenza , per qualcosa come Stevie Wonder e per cui non posso farci nulla se non portarla con me , ma no come vuoto ma come peso purtroppo.
Perdita, per problemi di cuore, non cardiologici ma di donne.
La perdita che ti fa urlare disperato.
Ma questo vale per qualcosa che ti è stato sottratto, come può essere per una morte , un incidente o una interruzione del rapporto per altre priorità di cui occorre tenere conto.
Ma quando la perdita è legata ad una fuga da te , la si può chiamare perdita ?
Chi è scappato vigliaccamente da te è qualcosa di perso ?
Esistono urla , disperazioni , strazi per la fuga da te ?
Rimane solo lo smarrimento che ti fa urlare in silenzio ma dentro di te e non fuori , perché non riesci diversamente ?
Non so darmi risposta.
Posso solo vivere questa atrocità, shockato che ogni volta sia sempre così e sempre peggio.
Non ci può essere abitudine e capacità di gestione alla vigliaccheria.
Ti lascia sempre senza parole.
Muto come chi urla e si accorge di non avere più la voce, perché gli è stata soffocata.
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