Ieri sera dopo il corso di Thai , prima di prendere il treno per riportarmi a casa, mi sono concesso un caffè.
In quella zona , a quell’ora ce ne è solo uno aperto.
L’unico che porta ristoro a chi è costretto ad andare in giro a quell’ora tarda.
In quel luogo ci sono persone di ogni tipo.
C’è gente come me che, ha perso il suo equilibrio nella vita e non riesce più a trovarlo , neanche se avesse a disposizione una torcia per palombari.
C’è gente che ha fatto tardi per lavoro e non ha altro modo per mangiare qualcosa, pur se indecente, prima di andare a dormire.
Ci sono mendicanti.
Ci sono drogati.
Ci sono prostitute e quant’altro.
Ma varcato l’ingresso, ogni definizione si annulla.
Siamo tutti avventori .
Tutti uguali.
Chi più chi meno , in cerca di una carezza alimentare.
In cerca di un calore umano, pur se finto e temporaneo, contrapposto al freddo meteorologico e umano che c’è fuori dall’ingresso.
Siamo ognuno di noi degli sbandati.
Gente che ha perso la retta via o che ha capito che una retta via non esiste, che è una pia illusione.
Nessuno disturba l’altro.
Ognuno li dentro crede , o sente , di trovare la normalità perduta.
Almeno per il tempo di bere o mangiare qualcosa.
Io di mio ho trovato anche un ottimo caffè , fatto come piace a me e ad un costo inferiore del normale.
Di che cazzo mi devo lamentare.
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