Non saprei come definirlo.
Un film che parla di amore.
Un film che parla di musica.
Un film che parla dei dolori di chi vive, comunque e nonostante tutto, parlando di essi per mitigarli.
Un film che parla di passione che, accomuna e unisce.
Un film che parla della realtà di cui non si può non tenere conto.
Un film che parla della speranza che deve fare i conti con la vita.
Un film che parla di occasioni da vivere, per poterti sentire ancora vivo.
Un film che parla di sentimenti, di integrazione , del mettere insieme singole parti senza significato ma, come un puzzle, incastrate tra loro , danno l’immagine del tutto.
Un film dove le canzoni non sono sottofondo ma protagoniste narranti.
Un film dove la disperazione trova luce per poi dopo spegnersi di fronte alla rassegnazione.
Un film senza il lieto fine.
Perché il lieto è stato viverlo.
La fine è solo il normale decorso della vita.
Una vita fatta di sacrifici e dolore.
Una vita da cui non puoi distaccarti e far finta che il resto non esista.
Ormai la vita è quella che hai scelto in passato , altro non ti è concesso.
ONCE , una volta, e mai più, all’angolo ti attende la vita, che è venuta a riprenderti per riportarti via.
Come una madre alla fine di una festa.
Le feste che non durano per sempre, per questo occorre viverle fino in fondo.
Perché non potrebbero essercene più altre e , sarai costretto solo a vivere.
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