I problemi di spazio di memoria ormai fanno parte del nostro quotidiano.
Vuoi per gli smartphone, vuoi per i computer che devono averne necessariamente tanta per poter funzionare al meglio.
Ovviamente per i vecchi c'è poco da fare.
L'unica possibilità è fare spazio al nuovo e lasciare e abbandonare il vecchio.
Questo fine settimana ho capito di essere come quei computer a cui non puoi più aggiungere memoria e allora occorre fare selezione.
Ho da imparare tanto e tanto ancora, avendo lavorato anche con colleghi del terzo anno e visto cosa devono imparare, ma, il mio cervello è in saturazione.
Come una cantina, ha riposto al suo interno troppe cose, troppi ricordi, troppe esperienze.
La maggior parte senza più nessun uso.
Devi lasciar andar via qualcosa.
Abbandonarlo, sapendo che è stato un pezzo della tua vita che ti ha portato fin qui.
Per dare spazio ad una nuova vita, a nuovi ricordi, a nuove esperienze, deve lasciare le vecchie.
Che sia il cervello, che sia il cuore, occorre liberare.
E forse sarebbe anche un bene, pesi inutili da portarsi dietro che, spesso risalgono in superficie causando solo sentimenti negativi e incostruttivi.
È il destino di chi come me ha un cervello o un cuore a 8 giga.
L'unica speranza è proporre a Google o Apple un cloud per i ricordi dei sentimenti.
Da richiamare all'occorrenza.
Ma ora non c'è nulla di questo, per cui pulire !!!
E se dimenticarsi di qualcosa o di qualcuno significasse lasciare indietro un proprio modo di essere? Non mi sembra una cosa tanto facile. Soprattutto se, infondo, certe cose non vogliamo lasciarcele indietro perché pensiamo che l'insegnamento che ne è stato tratto ci aiuti per esperienze future. Vorrei che fosse semplice!
RispondiEliminaComunque, condivido appieno. Metà delle cose che abbiamo in testa pesano soltanto e non servono a un bel niente!:)
Come hai fatto a scoprire il mio blog di scrittura ?
EliminaPensa che il mio scrivere è figlio di un dolore.
RispondiEliminaSenza di esso non avrei mai saputo di avere questo interruttore che aveva solo bisogno di essere acceso.
Quando scrivo parto da una idea che, poi viene fuori ciò che ho dentro , quello che il mio io urlante vuole dire.
Non dico di fare spazio , rinnegando ma, fare spazio al nuovo rispetto ad un vecchio che non c'è e non ci potrà più essere.
Anche se quel vecchio ci ha permesso di essere quelli che siamo.