lunedì 5 dicembre 2016

I NO CHE AIUTANO A CRESCERE

Fin dalla mia infanzia, il vocabolo NO mi ha accompagnato in tutta la mia crescita.
Per qualsiasi cosa , la risposta era sempre la stessa.
Tanto che quella rara volta che era di segno opposto , rimanevo spiazzato senza sapere come comportarmi.
Difatti io chiedevo tanto per chiedere, sapendo che la risposta sarebbe stata quella.
Pertanto ero preparatissimo a gestire il rifiuto ma mai l’accettazione.
Quando si fa l’abitudine ad un comportamento di altri , risulta difficile adattarsi all’opposto.
Tutti questi NO , detti con grande violenza e con spirito di abbattimento, con la ferocia di chi vuole impedire il percorso a chi vuole agire, tanto per il gusto di farlo, mi hanno permesso ci crescere e di essere come sono.
Purtroppo , qualcuno direbbe.
Si perché sopravvivere ai NO, ti obbliga a cercare soluzioni alternative.
Soluzioni che a volte hanno portato ad una mediazione.
Soluzione che a volte hanno causato l’abbandono di quella richiesta per seguirne altre di nuove.
Nel mio caso altri NO nella maggior parte.
Io ho ricevuto i NO dei miei fratelli a condividere la stanza con loro, appoggiati dai miei genitori, relegandomi insieme al mio letto in un freddo soggiorno, un HOMELESS formato famiglia.
Ho ricevuto i NO dai miei zii che portavano in vacanza con loro i miei fratelli , tranne che me.
Ho ricevuto un NO da mio padre che , mi ha fatto nascere in casa anziché in ospedale , marchiandomi a vita per questa sua scelta.
Ho ricevuto NO da tanti amici che , poi tali non erano.
Ho ricevuto NO dalla maggioranza delle donne, pur quando accettavo le loro richieste.
Forse anche loro erano così convinte dei NO da parte mia che, non sono riuscite a gestire il mio SI.
Ho ricevuto dei NO professionalmente, perché quella era la risposta da fornire , a prescindere .
Ho ricevuto e ricevo dei NO da mia figlia.
Ho ricevuto , ricevo e riceverò dei NO , a fronte di mie proposte di trattamenti benessere.
Ho ricevuto e ricevo dei NO , da chi non sopporta la mia perfezione nei servizi che pago e richiedo.
Ormai il NO fa parte di me.
Come un cane o gatto randagio che ti insegue dappertutto che, tu scacci ogni volta ma, è sempre lì.
Per cui alla fine ti ci affezioni e lo fai tuo.
Ci convivi.
Ieri è stato il NO day.
Io con grande disgusto ho scelto l’opposto.
Ero convinto che alla fine si ribaltassero i pronostici.
Ma mi ero dimenticato della mia storia, dei miei NO.
I NO a prescindere dalla sostanza, solo perché stai sul cazzo e nient’altro.  

Nessun commento:

Posta un commento