sabato 10 dicembre 2016

NATASHA O NATASCIA , NON SO

E’ il nome di una bellissima donna che stasera ho conosciuto al cinema e a cui ho prestato il mio braccio per aiutarla a fare le scale. Bellissimi occhi, bionda , un viso sorridente, pieno di luminosità. Quella luce di chi ha il cuore pieno e puro. Di chi sa che la vita è già stata molto crudele , per cui non c’è spazio per la tristezza ma solo per la gioia. Mi ha colpito appena ho incrociato il suo sguardo, entrato in sala. A fine film , ho aspettato che tutti uscissero e mi sono fatto avanti per aiutarla , offrendole il braccio. Me lo ha rapito, come mi conoscesse da sempre, grata e contenta di quel gesto. Arrivata in fondo, l’attendeva la sedia a rotelle e la madre che la accompagnava. L’ho salutata. Felice di averla conosciuta. Contento di poter aver visto il suo sguardo e la sua luce. Consapevole della sua gratitudine per il mio gesto. Ma in realtà devo essere io grato a lei, per avermi fatto capire, che il bello se lo sai capire c’è anche dove non credi che ci possa essere. In quel bellissimo viso di donna sulla sedia a rotelle. Sedia che io non ho visto, o meglio non ho badato, perché la mia attenzione era verso quel cuore e quegli occhi palpitanti di gioia.

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