E’ da tempo che va avanti.
Un silenzio perenne.
Un sentirsi in cella di isolamento, pur essendo libero di andare.
Un parlare soffocato che non ha più voce ne ascolto.
Un castigo.
Un passaggio che può portare rapidamente ad uno squilibrio mentale , alla pazzia.
In questi momenti diventi anche tu carceriere di te stesso, isolandoti più di quanto non sei.
Neanche la scrittura serve più a nulla.
Il peso è troppo profondo per poter uscire con la penna.
Ormai si sta depositando sul fondo.
Intaccando tutti gli organi interni.
E’ una morte civile.
Una inutilità a proseguire.
Ti senti come un albero senza più foglie ne fiori.
Su di cui neanche gli uccelli ci si posano più.
Quanto meno un cane per pisciargli addosso.
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