Questo fine settimana , mi è servito per prendere chiarezza su miei comportamenti pusillanimi e tentennanti.
Atteggiamenti che sono radicati nel mo interno e cozzano con la mia esternalità.
Comportamenti che fanno fatica a mettersi da parte e , quando lo capiscono fanno ostruzionismo e mi impediscono di vivere liberamente.
Di vivere la vita che ho scelto di vivere.
Di provare a fare esperienze diverse che mi permettano, teoricamente almeno, di poter avere prospettive diverse anziché rimanere intrappolato nel labirinto della routine.
Ero pronto , avevo preso lo slancio, forse anche con incoscienza ma, sentivo che dovevo andare la, dove la vita mi chiamava.
Una sensazione, dettata anche dall’esigenza di recuperare un pò di centralità.
In tutta questa settimana andavo a dormire con i buoni propositi di questo slancio di vita ma, al mattino, complice la tristezza luminosa della stagione, veniva fuori lui, il mio io interno.
M diceva a modo suo, senza parlare, come chi ti tiene il muso che, lui non voleva.
Lui Sabato mattina voleva riposarsi, voleva fare il suo solito giro, la sua arida vita vuota in cui ripone tutte le sue sicurezze.
E’ stata una lotta dura, sfibrante.
Alla fine ero convinto di averla avuta vinta.
Di essere arrivato al traguardo.
Ma come chi mi conosce bene, ha giocato , vigliaccamente la sua carta.
Proprio al rush finale, facendomi venire meno tutte le mie motivazioni.
Il mio io interiore si è procurato una febbre fantozziana, quelle di stanchezza, quel che durano la misurazione del termometro.
Ma quel tanto che basta per farti riconsiderare tutto e bloccarti.
E così è andata.
Preso dall’influenza e interpretato come segno di un destino, ho rinunciato.
Avevo il mio alibi interiore.
Ma fortunatamente c’è una persona che è più tenace di me .
Di fronte al mio rifiuto , ha rilanciato anziché lasciar perdere quest’essere titubante.
A questo punto il mio io interiore, non ha potuto far più nulla.
Ha capito che non ero più da solo e quindi ha dovuto arrendersi e lasciarmi andare.
Mi ha fatto perdere l’impegno di oggi ma, nello stesso tempo mi ha permesso di rafforzarne l’idea e la convinzione di ciò che volevo fare, rimandandola tra due settimane.
Mi spiace io , ma contro la mia insegnante tedesco napoletana , non la spunta nessuno.
Nemmeno tu.
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