lunedì 18 gennaio 2016

IL TEST

Pensavo che quello sostenuto ieri lo fosse.
Invece no.
Oggi è arrivata la comunicazione di quello ufficiale.
Ho un mese di tempo per prepararlo.
In realtà nulla di sconvolgente.
Sono argomenti che dovrei sapere.
Domande di cui dovrei dare risposta senza nessuna difficoltà anche subito .
Purtroppo non è così .
Anziché avere dinanzi a me la limpidezza dell'orizzonte, ha fatto campo una nebbia fitta.
È come se fosse stato chiesto uno sforzo al mio cervello non in grado di sostenere.
Un cervello messo a lavoro ad imparare cose continuamente nuove e che non dovrà mai dimenticare, altrimenti non potrò mai praticare quello per cui sto studiando.
Mi sento smarrito.
Impaurito davanti alla conoscenza che dovrei già avere ma mi sembra dimenticata.
È come quando fai spazio in un armadio per riporre cose nuove , mantenendo anche quelle che ancora ti occorrono mettendole da altra parte.
E quando vai a cercarle non sai più dove sono .
Sai che sono lì, da qualche parte, ma non le trovi.
Ti arrabbi e impazzisci.
Vai fuori di matto o almeno a me così capita.
Proprio quello che mi accade ora.
So che sono nel mio cervello, so che sono parte di me, ma non so più dove cercarle.
So che ne faccio uso ma non so più dove sono le istruzioni da cui trovare risposta alle domande che mi vengono chieste, oppure so dove sono ma non ho più la capacità di rielaborarle.
Sapevo che in questo percorso mi sarei trovato di fronte a un limite.
E ci sono arrivato.
Schopenhauer diceva che il limite è una virtù.
Nel mio caso è consapevolezza.
La consapevolezza di un uomo solo di fronte alle domande che la vita e lo studio gli pongono , senza avere nessuno con cui condividerle e affrontarle.
Questo è uno dei momenti in cui fai questa richiesta : "Voglio la mamma !!!".
Una richiesta che è la prima volta che faccio in vita mia.

Nessun commento:

Posta un commento