Arrivo.
Stranamente il parcheggio è semivuoto.
Eppure è sabato.
Pioviggina, tra poco è prevista neve ma, non credo sia questo.
Siamo al nord , in padania, clima normale per queste parti.
Al bar ancora peggio.
Siamo io , la barista e il mio compagno di caffè Renato.
Inizio ad apprezzare questa assenza di persone.
L'assenza del vociare dei clienti soliti.
Ma mentre sto per entrare in questo clima di tranquillità, ecco arrivare altri clienti.
Mai visti o mai notati.
È gente che sa solo parlare di eventi negativi e, la neve che inizia a fioccare gli fa gioco.
La beatitudine del momento precedente inizia a trasformarsi in fastidio.
Ne arriva un altro e il suo eloquio è sulla stessa linea .
Sarà che per me la neve è terrore ma, vedere gente che apre bocca solo per dire negatività non mi piace per nulla.
Sto rimpiangendo il vociare piacevole e pieno di vita dei titolari al lamento delle loro riserve.
Gente che non è abituata a parlare, a vivere la bellezza della vita.
Gente il cui palcoscenico è a loro disposizione solo in queste occasioni.
Purtroppo non sanno dire altro.
Li posso comprendere ma non sopportare.
Mi tocca alzarmi e andare via.
Scelgo il momento giusto.
Perché uscendo incontro un metallo che da poco ho conosciuto ed ha la mia piena ammirazione.
La nuova barista dell'altro bar.
Pratica, bella , ed efficiente.
Un bellissimo metallo energetico.
Una donna con le palle anche se giovane.
Un fiore uscito da questa coltre bianca che inizia a cadere giù.
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