Non mi sono accorto di lui.
Era defilato.
Nascosto tra gli altri e dal grigiore dei vestiti invernali.
A volte diventiamo così.
Indifferenti e invisibili allo sguardo altrui.
Vuoi perché facciamo un lavoro senza visibilità ma, senza il quale il visibile non potrebbe essere tale.
Vuoi perché gli altri non colgono in noi quell’interesse di facciata.
Che sia estetica, che sia simpatia o burloneria, che sia eleganza o originalità.
Ma chi è capace di andare oltre, scopre che dietro a quella apparenza di normalità o di ridicolo , c’è una energia nascosta che scorre.
Scopri la sensibilità.
Scopri capacità ed attitudini che non pensavi ci fossero.
Scopri una persona diversa da quella di cui ti eri immaginato.
Una persona che vive sotto traccia.
Vuoi per scelta , vuoi perché la vita giorno dopo giorno le ha coperte per proteggere lui e le persone che entrano con lui in contatto.
Un po’ come i fili elettrici che portano l’energia.
Un po’ come i tubi in cui scorre l’acqua di cui ci nutriamo.
Senza i quali nulla potrebbe poi funzionare e nulla potrebbe nutrirci.
Anch’io , pur essendo une persona che desta sempre la curiosità altrui, qualsiasi cosa faccia , volontaria o meno, sento di avere un animo sotto traccia.
Anche se non credo che senza di me nulla non funzionerebbe più ne, qualcuno rimarrebbe privo di nutrimento.
In effetti sotto traccia, non c’è solo energia o acqua.
Sotto traccia passano anche i tubi dei nostri rifiuti organici.
E io che mi ero illuso di essere un filo di corrente o una sorgente d’acqua.
Che sciocco.
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