Avevo bisogno di prendere un po' d'aria .
Anche se stavo in piacevole compagnia e fuori faceva un freddo becco.
Ma le abitudini ti impongono delle cose .
La mia è il caffè.
Quindi ho raggiunto gli altri che erano già al bar.
Era un bar gestito da cinesi.
Uno dei pochissimi aperti.
Chi se ne frega dei cinesi mi sono detto, lì mi attende altra piacevole compagnia.
Ho vinto il pregiudizio e sono andato.
Pregiudizio non per il cinese , popolo che ammiro ma, da napoletano, abituato al suo caffè.
Appena entro c'è qualcosa che non mi torna.
Il bar è bello, accogliente e ordinato.
Al banco però c'era una ragazzina.
Una ragazzina a fare il caffè.
Fa niente c'è la compagnia che mi attende.
Poi arriva al tavolo e prende le ordinazioni per il caffè.
È lì ho notato una cosa a cui non avevo fatto caso prima , il suo sorriso .
Ci porta i caffè e, oltre a servirli nell'ordine previsto dal galateo, il caffè era anche buono.
Gli ho chiesto come si chiamasse.
Yaho, mi ha detto.
Non so cosa significhi e neanche lei lo sapeva.
Ma una cosa me l'ha detta , senza bisogno di parole.
Mi ha detto che con la semplicità, con il lavorare con attenzione, con un un sorriso accogliente e non di circostanza, qualsiasi cosa tu faccia , la farai bene.
Anche il caffè.
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