giovedì 28 gennaio 2016

ZEN POST

Un artista giapponese, Kengiro Azuma, in una intervista disse che quotidianamente lui aveva la necessità di disegnare qualcosa.
Un disegno istintivo.
Un disegno che dava corso alla sua energia.
Un esercizio ZEN , lo definiva.
Io non so di preciso cosa sia lo ZEN, ne cosa sia effettivamente un esercizio ZEN.
Credo che sia qualcosa che ti permette di entrare in contatto con te stesso e portarlo fuori.
Senza nessuna intenzione ma, rendendomi conto della necessità, anch’io a mio modo pratico esercizi ZEN.
In particolar modo con la scrittura.
Una forma mia di espressione che non sapevo di avere e non so come è stata coltivata.
So che ad un certo punto ha avuto inizio , come so che ad un certo punto avrà una fine.
Ma resta il fatto che per me scrivere è diventata una attività ZEN.
Mi permette di portare fuori ciò che ho dentro, con la speranza che non mi maceri.
Mi permette di parlare con la mia solitudine.
Mi permette di fare dei ragionamenti , delle considerazioni che da solo non potrei fare, almeno che non mi metta a parlare con me stesso e diventare matto.
Mi permette di fissare le cose.
Mi permette di guardarmi dentro e analizzarmi.
Tutto questo con una regola ben precisa.
Non fare sconti a nessuno , principalmente a me stesso.
Essere crudi ma reali.
Scrivere per me è diventata una necessità , oltre che un piacere.
Ovviamente non può essere una attività forzata o a comando.
Deve nascere dalla spontaneità, dalla fluidità.
Seguendo il percorso del pensiero, in modo istintivo e non schematico.
Chi l’avrebbe mai detto che , un Napoletano, che per di più quando parla , non ci riesce o non si capisce, fosse un esponente dello ZEN POST.

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