domenica 11 dicembre 2016

DEPRESSIONE IN CUCINA

Da un pò di tempo le mie domeniche mattine sono molto diverse da quelle di una volta. Non perché alcuni weekend sono impegnato per impegni Giapponesi o Thailandesi , ma perché qualcosa è cambiato dentro di me. Le domeniche di solito mi svegliavo presto, andavo a correre oppure in bici o fare yoga. Le domeniche erano dedicate per preparare il pranzo, pranzo che già veniva pianificato e condiviso giorni prima. Ora le domeniche faccio fatica ad alzarmi. Non perché debba recuperare il sonno dei vespri durante la settimana. Ma perché nulla mi aspetta o mi attende. Faccio quello che non ho mai fatto , la tiro alla lunga, rimandando la suoneria della sveglia tante volte. Non so se è depressione o rassegnazione alla situazione, per cui nulla puoi fare. Questo si riflette anche nella cucina , la mia passione. Non pianifico più nulla. Come se non mi interessasse più. Per cui non so mai prima cosa preparerò per pranzo. Ma ciò che mi stupisce è proprio questo. Anziché fare poco o nulla , mi trovo ad inventare. A creare cose mai fatte prima. Uso l’esperienza , gli alimenti , ciò che c’è e combino tutto insieme. Stupendomi ogni volta della mia capacità creativa. Piatti che forse non saprei ripetere , perché sono frutto dell’istinto, dell’intuito. Un pò come accade per le cose che scrivo. Quando le rileggo mi stupisco che le abbia scritte io e di sicuro non saprei riscriverle allo stesso modo. Da un lato mi affascina , perché mi fa capire che la mia capacità di nutrirmi ed offrire a me stesso sempre qualcosa di nuovo , senza mai arrendermi, è sempre viva, non è scalfita da questa vita senza profitto e piena di contro. Un cucinare senza mediazione con altri , lasciando libero il fluire della creazione. Dall’altro lato mi spavento perché so che non saprei replicare. Questa è quella che io chiamo depressione in cucina. Forse dovrei tenere dei corsi. Ma sono certo che se lo proponessi , pur di non farlo , diverrebbero tutti anoressici.

2 commenti:

  1. Ahahaha che disfattismo, tutti anoressici pur di non fare un corso di cucina..

    Più che depressione in cucina, questa mi sembra una valvola di sfogo dalla depressione, qualcosa che, nonostante grigiume della quotidianità, ti spinge ad innovare, a trovare qualcosa di nuovo in mezzo a qualcosa di vecchio.

    Detto ciò, se vorrai condividere le tue ricette innovative io sono pronta a prendere appunti perché, anche se sono felice, ogni volta che apro il frigo mi viene la depressione!

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    1. Non è disfattismo, ma realismo. Ad es. io sono un futuro operatore professionale shiatsu e Thailandese base ma, la gente preferisce altrimenti anzichè farsi trattare, se pur gratis. Ma perchè lo faccio io. Dovresti vedermi come cucino , ricette servono a poco ma pronto ad esserti utile. Se ti interessa ho anche un blog di piatti da me elaborati denominato "COOKING IS LIFE" su FB.
      Cmq hai pienamente ragione. Hai centrato in pieno il senso dello scritto.
      Mi fa piacere.

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