giovedì 4 luglio 2019

AMICO

Non mi vergogno a dirlo, non ne ho o non so più dove sono.
Ne sono vuoto, come suono vuoto di fin troppe cose in questa vita.
Forse sarà dovuto al mio carattere, al mio modo di pormi, alla mia ironia o altro, non so.
La realtà dei fatti dice questo.
Eppure sono una persona con grandi capacità di interazione e di empatia.
Ma si ferma tutto lì.
Come se oltre non mi fosse concesso di andare.
Un territorio oltre il quale è bandita la mia presenza.
Conosco una infinità di persone con cui mi relaziono, ma amici nessuno.
Nessuno si è mai dichiarato tale.
Quasi a vergognarsene e a prenderne le distanze.
Ieri però è accaduto l’opposto.
Avevo necessità di sentirmi accolto, di vedere uno sguardo sincero e sorridente.
Per cui pur essendo fuori dalle mie abitudini, sono andato a prendere un ulteriore caffè.
Non perché ne avessi bisogno o voglia, ma ero speranzoso di incontrare lei, lei che nelle mie pause caffè odierne, non è stata presente.
Sono stato accontentato.
Varcata la soglia del bar, lei era li.
E’ come solo lei sa fare, mi ha accolto facendomi sentire gradito e non di disturbo.
Come un raggio di sole che appare, sgombrando tutte le nuvole o come una brezza di vento gentile che ti accarezza e ti dona piacere.
Nel frattempo è entrato un altro cliente, il quale, giustamente, essendo arrivato dopo di me, attendeva educatamente il  suo turno.
Lei però gli chiede cosa vuole e lui risponde che attende che serva me.
Lei gli risponde “No, lui è un mio amico, dimmi pure”.
Lei non lo sa, ma ha pronunciato qualcosa che da tempo non sentivo più.

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