Oggi ho trascorso un mio giorno di ferie a Milano.
Città in cui mi reco ogni giorno per andare a lavorare.
Ma oggi era diverso, ero libero, non avevo orari da rispettare, ne luoghi da raggiungere.
La città era tutta per me, potevo fare il turista a Milano, potevo fare cose per cui mai ho tempo o voglia di fare.
Oggi mi sono vinto e l’ho fatto.
E’ stato affascinante, pur in una giornata torrida come oggi.
Ho girato per negozi, facendo anche acquisti, ma principalmente ho usato la stessa tecnica da bambino a Napoli, quando in estate si andava da UPIM per refrigerarsi con l’aria condizionata, unico posto in cui esisteva in città.
Sono andato a visitare finalmente, il famoso STARBUCKS, bevendo un ottimo caffè.
Un luogo dove ti aprono la porta per entrare, ma quando hai finito di consumare ciò che hai pagato, per uscire devi aprirtela tu.
Una metafora della vita.
Sono stato a pranzo con un’amica che non vedevo da tanto tempo e alla fine sono tornato a casa.
Potevo fare altro, curiosare ancora, ma il pendolare che è in me, si è attivato, correndo per prendere il primo treno utile, pur non aspettandomi nessuno a destinazione.
Siamo troppo vittime di automatismi, senza che ce ne accorgiamo, scoprendolo solo vivendo.
Arrivato in tempo utile in stazione, ad attendermi c’era una sorpresa, il treno era stato cancellato.
Ho dovuto attendere quello dopo, che però, mi ha recato in dono la conoscenza di una donna, di nazionalità albanese, molto affascinante e concreta.
Una donna con due bellissimi occhi verdi.
Occhi che hanno reso il viaggio sopportabile e piacevole.
Una donna con un nome botanico, Magnolia, per lei imbarazzante, per me bellissimo.
Un nome che racchiudeva in esso tutta se stessa.
Prima di partire, avevo deciso che per appagarmi da questo caldo e da questa sventura ferroviaria, sarei andato al bar sotto casa a mangiarmi un gelato.
Ho approfittato del bar della stazione, per vedere quali gelati fossero in vendita, sono anni che non ne mangio più di quel tipo.
Con mia sorpresa, esiste ancora il COOKY SNACK, il mio preferito.
Arrivato a casa, entro solo per riporre lo zaino e gli acquisti e mi precipito al bar.
Pregustandomi il COOKY SNACK, come facevo tanti anni fa, più di venti, nelle mie pause pranzo.
Arrivato quasi all’ingresso, mi accorgo che la barista si precipita a preparare il caffè.
Mi guardo intorno e nessuno attende il caffè.
Per di più lo sta preparando come a me piace.
Quindi comprendo che è per me.
Sono combattuto tra il COOKY SNACK e il gesto di cortesia ed attenzione fattomi dalla barista.
Alla fine scelgo l’attenzione e il caffè.
Scelgo il suo sorriso e i suoi occhi.
Per il COOKY SNACK ci sarà altro occasione e purtroppo altro Bar, perché lì non lo vendono, hanno solo il CUCCIOLONE.
Che bariste tenere.
giovedì 4 luglio 2019
COOKY SNACK
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