mercoledì 17 luglio 2019

RICORDARE

Leggevo su di un giornale un articolo in cui veniva intervistata una scrittrice norvegese americana, che parlava del suo ultimo libro.
Libro in cui lei ritiene di fondamentale importanza l'esercizio del ricordare.
Sostiene che il ricordare aiuti a lenire le ferite del presente.
Ho condiviso a pieno la sua teoria, avendo avuto nella mia vita opportunità di trovare conferma in ciò.
Ovviamente, non basta semplicemente ricordare.
Occorre essere capaci di guardarsi dentro, di affrontare il brutto, ciò che ci ha provocato sofferenza e dolore.
Affrontarlo e confrontarlo con il presente.
Capire perché quel presente è così, da dove proviene.
Diceva un filosofo che "il presente è frutto di un passato derivato".
Per cui per prendere consapevolezza del presente, non dico risolverlo, occorre fare un viaggio nel passato, cercando di trovarne i fili che lo collegano ad esso.
Non per cambiarlo, perché nulla che è passato può essere modificato, ma solo usato preziosamente per vivere in miglior modo o accettare con più consapevolezza il presente.
Stamattina mi è occorso questo.
Un fatto completamente scollegato dal mio vissuto passato, mi ha acceso un richiamo ad una mia ferita non guarita e non digerita del passato.
Un passato in cui appena facevi qualcosa diversamente da quanto accettato eri prontamente punito.
Ovviamente il problema non è chi ha fatto questo, ma come dice la scrittrice, il problema è quel mio passato con cui non ho risolto.
Quel passato che sempre emerge e ti fa soffrire.
Riaprendo quella ferita che mai si è cicatrizzata ma pronta a riaprirsi e grondare sangue ogni volta.
Dovrei fare una alzata di spalle e fregarmene.
Lasciando a chi esercita questa punizione, solo con in mano il suo fucile.
Devo ancora lavorarci su.
Devo ancora ricordare meglio per non dimenticare ciò che è avvenuto, in modo da poter affrontare il futuro presente, in modo meno nocivo per me e il mio animo sensibile e delicato.

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