Io vivo in un appartamento in affitto.
Un appartamento ammobiliato.
Tra il mobilio fornitomi c’è anche la lavatrice.
Una lavatrice nuova e semplice.
Una lavatrice essenziale.
Una lavatrice che ha una caratteristica che non conoscevo, quella di conoscere i propri limiti.
Limiti che deve rispettare onde evitare di danneggiarsi.
Uno di questi limiti è la funzionalità della centrifuga.
Aspetto tecnico che non conoscevo e le prime volte non capivo rimanendo smarrito.
Più di una volta mi è capitato che a bucato finito la centrifuga non si era attivata.
Pur rieseguendo il programma specifico, finiva immediatamente senza compiersi.
Poi leggendo ho capito.
Quella era una delle funzionalità di riconoscimento dei propri limiti.
Infatti sapendo di non poterli superare per non provocare rotture, la lavatrice il programma non lo esegue.
Per portarlo a termine occorre limitare le pretese, riducendo il numero dei giri oppure aggiungere indumenti di sostegno che facendo da giusto contrappeso, permettendo alla centrifuga di funzionare e terminare il programma.
Certo non è bello, a fine bucato dover fare i diversi tentativi per terminare la centrifuga, soprattutto se rincasi tardi la sera.
Nello stesso tempo è educativo, ti permette di acquisire comportamenti di salvaguardia per la tua persona mutuando quelli della lavatrice.
Da un po’ di tempo la mia vita è come la centrifuga, non riesce a terminare il programma.
Conscio di non forzare la situazione per non procurarmi maggior danno.
Certo non è bello andare in giro come dei panni bagnati.
Ma se il tuo limite è quello.
Se non puoi diminuire la velocità di giri della tua vita, avendo abbassato al limite le tue pretese.
Se non puoi chiedere sostegno ad altri per centrifugarti completamente.
Non puoi fare altro che accettare questo stato di cose.
Confidando in un prossimo lavaggio, più efficiente.
sabato 13 luglio 2019
CENTRIFUGA
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