Oggi sono stato a casa dal lavoro.
Ho dovuto accompagnare una persona in Ospedale per un intervento chirurgico.
Appuntamento in prima mattinata.
Orario prestabilito per tutto.
Ore 8 accettazione, ore 8:30 in reparto.
Siamo arrivati in orario per entrambi.
Hanno fornito il braccialetto di riconoscimento ospedaliero.
Hanno dato la stanza.
La persona che accompagnavo si è preparata indossando il pigiama , ed è iniziata l’attesa per l’intervento.
Dopo un pò arrivano i medici a fare il giro delle visite.
Comunicano che l’intervento non sarà prima delle 14 , se tutto va bene può essere che si faccia per le 12.
Caspita, mi dico ma, non mi arrabbio, ci sarà un motivo , avranno una loro organizzazione.
Il mio cervello automatico entra subito in modalità risparmio e ottimizzazione.
Stare in ospedale per quel tempo non ha senso e forse non è neanche possibile.
Quindi sfrutto il tempo a disposizione per far quello che dovevo fare.
Riesco a fare quello che devo e non sapendo quando mangerò , mi preparo anche da mangiare come ormai faccio abitualmente per il lavoro.
Ritorno in ospedale, questa volto non da solo ma con la schiscetta.
Sono le 12.
Ma ancora nulla.
Aspettiamo.
Arriva il medico , ci conferma che prima delle 14 non sarà possibile.
Pazienza , basta che si faccia.
Ritorna il medico dopo un pò, questa volta è vestita, col giaccone.
Ci comunica che l’anestesista ha raggiunto il massimo delle ore lavorative , non può andare oltre, l’intervento come altri che dovevano essere fatti , sarà rimandato nei giorni a venire.
Siamo così basiti che non riusciamo neanche ad arrabbiarci.
La persona che ho accompagnato , prende il foglio delle indicazioni operatorie e nota quello che al momento , quando te lo consegnano, leggi e dici anche che è giusto.
Se non si fosse presentata, la persona avrebbe dovuto rimborsare all’ospedale il costo dell’operazione, ormai programmata.
Ora non è più giusto, è una beffa.
Un esempio in cui la legge è diseguale per tutti.
Nessun commento:
Posta un commento