Se devo pensare a chi è stato che mi ha seminato il piacere di cucinare , non posso che pensare a lei .
Da piccolo ero quasi sempre a casa sua, non ricordo il perché.
Se mia madre avesse da fare o voleva respirare un po' ed avermi fuori dai coglioni.
Zia Luisa era fantastica.
Pur se stavamo solo io e lei, non ti faceva mai sentire un peso.
Lei aveva capito che le persone prima di tutto dovevano sentirsi utili.
Per cui mi faceva inchiodare o schiodare le pelli delle pellicce, era una artigiana pellicciaia.
Mi faceva fare delle commissioni, affidandomi responsabilità.
Mi spiegava tutto quello che faceva.
Non so come avesse tutto questo tempo e bel modo di fare nei miei confronti.
Eppure lei aveva tre figli, un marito e già dei nipoti.
Ma aveva questa grande capacità di insegnamento.
Al punto che pur essendo piccolo ero felice di stare da lei.
Lei mi ha insegnato a rispondere al telefono , in quanto riceveva telefonate da clienti benestanti di Napoli.
Ma la cosa che mi ha insegnato di più, è stato il cucinare.
Vedere questa donna che pur lavorando senza risparmiarsi, quando era ora di pranzo, si dedicava a cucinare.
Non cose semplici, di chi ha altro da fare ed è già stanca di suo.
No, lei faceva delle prelibatezze con una semplicità disarmante.
Quella che mi è rimasta impressa nella mente era la sfoglia della pasta in casa.
In 10 minuti, sul suo tavolo di marmo, le pettole di pasta erano già belle e pronte per essere tagliatelle o altro.
Nel frattempo cuoceva il ragù, quello napoletano e che non ho mai mangiato da nessuna altra parte.
Da questi insegnamenti non potevo che essere come sono.
Oggi ho fatto come zia Luisa.
Sono arrivato a casa dopo essere stato a girovagare e ho preparato la pasta delle lasagne.
So che da lassù lei sarà fiera di me.
Grazie zia Luisa.
Buon Natale anche se non ci sei più.
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