È il titolo del libro di J.R. Moeringher.
Narra la sua biografia di ragazzo solo nella vita che inizia a frequentare il bar dove lavora suo zio e ben presto quel luogo diventa la sua famiglia , la sua educazione .
In quel bar investe tutte le sue speranze , ma deve fare i conti con la disillusione .
Prima la vita e poi il bar gli fanno capire che alla fine non è come egli credeva.
Affascinato da questo libro , ho iniziato anch'io a frequentare il bar per dare sollievo alla mia perenne solitudine .
Purtroppo a modo mio che, non è quello adatto per un bar .
Dove credo di andare bevendo solo il caffè o al massimo un acqua tonica o un crodino.
È un po' come uscire con una bicicletta con tutti che vanno in moto .
Certo sarà più salutare ma, chi ti fila.
Cosa puoi pretendere .
Stasera la disillusione si è rivelata anche per me.
Ero circondato da alieni , anzi ero io l'alieno .
Persone che bevevano , avendo già perso la testa prima di farlo .
Altre che parlavano di una donna come fosse un vestito da indossare per una volta e non come un essere umano .
Mi sono fatto parecchie domande e se non fosse per la mia amica barista che mi ha chiesto di restare (forse ha capito che andare a casa per me era peggio ) sarei già andato via.
Ma dove credo di andare, ripeto .
Questo è un mondo per cui occorre essere portati ed io, non lo sono.
Devo farmene una ragione .
Ci sarà un perché , per cui le donne si accompagnano alle stesse persone e nessuna si interessa a te.
C'è sempre un perché .
Ci ho provato.
Ma più di questo non si può .
E quando il più è il nulla, occorre trarne le conclusioni .
Quindi concludo.
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