La terra si sta allontanando sempre più .
Il mare è l'unico confine visivo.
Come un tronco , vengo trascinato via dalla corrente.
Un tronco senza più linfa.
Senza più rami che crescono e senza più foglie .
Da piccolo con mio padre, tra le poche cose dirette che mi ha insegnato , al mare in acqua mi piaceva e mi piace tuttora , fare il morto .
Ossia abbandonarsi nell'acqua , rimanendo a galla con le braccia aperte .
Da una sensazione di pace , di tranquillità .
Venir cullato e accarezzato dal leggero ondeggio del mare .
Mare che anche se sembra immobile , è sempre in movimento .
Ora vivo una metafora simile nella mia vita.
Ma a forza di continuare a fare il morto , a cercare quel senso di appagamento interiore, mi trovo in mezzo al mare .
Ho perso il mio riferimento iniziale .
La confusione la fa da padrone .
Cerchi di avvicinarti ma la corrente ti spinge sempre più indietro .
Lontano dalla riva , lontano dalla vita.
Lontano da tutto.
Tutti ti guardano e tutti passano oltre.
Non so dove mi porterà tutto questo.
Ma ora capisco quando vedo in occasione delle piene dei fiumi, quei tronchi fermi intorno ai piloni dei ponti .
Capisco che per loro quello, deve essere un momento di pace e di riposo.
In attesa di riprendere quel viaggio senza meta e fuori controllo.
Almeno che qualcuno non ti raccolga e ti depositi lungo l'argine .
Perché l'acqua deve fluire e nessun impedimento può fermarla.
Neanche un tronco stanco di navigare.
Nessun commento:
Posta un commento