lunedì 23 marzo 2015

JE SUIS GIUSEPPE

È accaduto per l'orrendo crimine avvenuto a Parigi per mano di persone che si sono sentite investite del potere di decidere della vita di esseri umani .
È accaduto pochi giorni fa, dopo la morte di un cantante napoletano che ha fatto una sua storia personale con la sua musica .
Tutti a declamare solidarietà e dolore per quanto accaduto .
Ma mi chiedo : perché questo comportamento reattivo anziché uno precedentemente proattivo ?
Forse perché ci sentiamo in colpa e allora con questi gesti cerchiamo di rimetterci in pace ?
La solidarietà è una cosa bellissima e necessaria al mondo e alla vita.
Ma postuma , appare un po' sbiadita.
Nessuno nel tempo precedente all'orrore ha avuto, non dico il coraggio , ma l'onestà intellettuale di essere solidali con chi poi è morto ammazzato , per aver espresso una sua opinione , e da tempo viveva sotto scorta perché minacciato .
Se tutti avessimo detto da prima JE SUIS CHARLIE,sarebbe stata un po' dura , lunga e difficile , ammazzarci tutti.
Invece no, si è atteso il tragico evento.
Tanto avevano la scorta .
Possiamo pensare ad altro, figurati se li ammazzano.
Stessa cosa per il cantante .
Da tempo criticato da più parti, addirittura sbeffeggiato in una canzone di un rapper campano (libertà di opinione , ci mancherebbe).
Ma chissà perché , avvenuta la sua morte , tutti ad idolatrarlo , a mitizzarlo.
Non che ce ne fosse bisogno , la storia parla per lui.
Ma anche qui dopo , no prima .
Forse perché a qualcuno renderà molto di più da morto che come era ultimamente da vivo .
Queste scene di dolore contribuiranno a vendere i suoi prodotti e far guadagnare qualcuno.
Ma perché scrivo questo ?
Forse perché mi aspetto che qualcuno dica per me JE SUIS GIUSEPPE , ora e, non dopo , con lacrime da coccodrillo.
Quando tutto sarà accaduto e non impedito .
Quando sarà più facile cacciare una lacrime che allungare una mano prima .
Quella del sostegno .
Naturalmente JE SUIS VOUS TOUS

Nessun commento:

Posta un commento