Ieri sera narravo della mia disavventura al cinema , per cui son dovuto scappare , avendo ricevuto una telefonata dall'allarme di casa di mia figlia che, mi segnalava l'intrusione di ladri .
Rivelatasi poi falsa .
Ho imprecato, quanto ho imprecato .
Stasera , testa dura, sono andato a vedere il film che non ho potuto vedere ieri.
Appena è iniziato ho capito tutto.
Ho capito che quella telefonata di ieri era, un aiuto del destino a non farmi vedere quel film .
Un salvataggio per il già mio polverizzato morale .
Ma non l'ho voluto ascoltare , ne avevo capito .
Il film è ambientato a Trieste.
L'ho capito dal primo fotogramma .
In luoghi a me cari ma ormai strappati da me in modo feroce .
Volevo andarmene via , uscire dal cinema.
L'ironia , é che il regista ha scelto proprio i luoghi che io frequentavo sempre.
È stato un supplizio .
Vedere qualcosa a cui non puoi più accedere è atroce .
Il dolore che avevo addomesticato e sepolto, si è ripresentato in vita.
Ho vissuto quelle immagini con tutti i miei sensi .
Sentivo gli odori , i sapori.
Riconoscevo ogni angolo .
Ogni luce.
Ogni onda del mare.
Tutto.
I granelli di sabbia , gli edifici .
Proprio come un Re in esilio.
Tremendo .
Bisogna dare ascolto agli allarmi .
Imparare a interpretarli.
Anche se sembrano voler dire tutt'altro .
In realtà no, l'allarme era venuto in mio soccorso .
Ma io, mi son lasciato uccidere una seconda volta .
Inconsapevole ma comunque morto dentro , di nuovo.
Che è molto peggio di morire davvero.
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