martedì 9 dicembre 2014

LA RUSSA PADANA

Stamane , dopo tanto tempo l'ho rivista.
Sembra un personaggio dei romanzi russi .
Coperta , con i guanti neri, piumino, sguardo teso e rivolto in basso.
In basso per paura di non vedere ciò che poteva vedere intorno oppure per il peso dell'angoscia che la opprime o semplicemente perché gli va così .
Come una donna dei romanzi russi, vive una vita matrimoniale sacrificata.
Come chi è stata data in sposa non per amore di chi ha sposato ma quasi per dovere imposto da altri.
Sembra una donna abbandonata dall'amore , in completa solitudine , anche se questo lo ha scelto lei e imposto a chi l'amava come meritava .
Nel recarsi al posto di attesa del treno ha appoggiato la mano sulla spalla di un uomo, come per cercare un contatto che la facesse uscire da quel senso di solitudine .
Quel gesto lo aveva fatto anche con me, ma forse con più intimità .
Si è fermata in fondo al binario , con rassegnazione, come chi è in attesa di un destino ormai conosciuto e che pesa .
Ma è così , sono le conseguenze delle scelte fatte .
Il treno è arrivato e lei è salita .
È scomparsa .
Come una falena che , quando cerchi di prenderla , in un puff, si dissolve .
Si è dissolta dai miei occhi , rapiti da questa donna che, era nel mio cuore ma , ha sloggiato .
Può stare lontano da me, evitarmi , ma io non smetterò di osservare e farmi rapire da questa russa , anche se solo con lo sguardo .

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